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I tagli delle pietre

06/03/2019

I tagli delle pietre

 

Al momento del recupero nei siti di raccolta, le pietre preziose non hanno affatto lo stesso aspetto che si può ammirare dalle vetrine delle gioiellerie più famose. Per far sì che il materiale grezzo raggiunga quel livello di bellezza, le sapienti mani di orafi ed artigiani lavorano le pietre per riportare alla luce la loro originaria lucentezza. Il procedimento in questione prende il nome di taglio e ne esistono, al mondo, decine di versioni diverse. Tale differenziazione dipende, essenzialmente, dalla visione soggettiva dell’artigiano, che immagina il gioiello finito e dà alla gemma la forma che più si avvicina al risultato finale. Una breve illustrazione delle varianti presenti sul mercato aiuterà l’appassionato a comprendere meglio questo scintillante settore.

 

I diversi tipi di taglio

 

Come già accennato, non esiste un modo univoco di tagliare le pietre. È possibile, infatti, distinguere almeno quattro metodi di taglio. Il primo è il cosiddetto taglio a brillante, costituito da più di 50 faccette, famose perché conferiscono brillantezza alla pietra più famosa del mondo, il diamante. Un altro metodo di lavorazione molto conosciuto è il taglio a gradino, particolarmente adatto ad esaltare le caratteristiche di pietre dalla forma quadrata. Il taglio a rosa è quello che più si avvicina al taglio a brillante, ma con una sostanziale differenza. Rispetto al primo, infatti, questo secondo metodo non determina una notevole perdita di spessore e si addice, particolarmente, a gemme non troppo voluminose. Da ultimo, i tagli misti nascono dall’esigenza di unire, in un’unica pietra, tagli appartenenti a diverse tecniche.

 

L’effetto finestra

 

Nella lavorazione delle pietre preziose, soprattutto durante la fase del taglio, è di fondamentale importanza un’accurata osservazione della luce. Questo passaggio serve all’artigiano per capire come la gemma riflette la stessa dopo la creazione dei tagli. La brillantezza è, dunque, il risultato di un taglio effettuato a regola d’arte. Al contrario, quando la lavorazione viene praticata in modo superficiale, è facile incappare nell’indesiderato effetto finestra. Si tratta di un errore che invalida la brillantezza delle pietre, poiché la luce, invece di venir riflessa dalle faccette della gemma, la attraversa completamente, tanto che risulta possibile guardarvi attraverso. Con questa semplice accortezza è possibile riconoscere la qualità della pietra che si sta acquistando.

Da Fausto Airoldi Gioielli puoi contare sulla competenza ed esperienza del gemmologo Alberto Airoldi.

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